Devo dire che ad un certo punto ho dubitato di me stesso. Leggevo di mani di Pioli, di altro che Palladino, di mercati ambiziosi e di fiorentine a ridosso delle grandi e tutti questi pareri, autorevoli o meno, cozzavano talmente tanto con le mie impressioni che ho messo in discussione il mio tifo e la mia obiettività. Ho pensato che forse i miei preconcetti erano troppo radicati per poter maturare un pensiero critico pulito. Che non riuscissi a vedere oltre i miei pregiudizi. Tutti scrivevano di cose che io non vedevo, mentre non si accennava nemmeno a incongruenze che per me erano lampanti quanto preoccupanti. Questo inizio di campionato almeno mi ha confermato una cosa: riesco ancora a mantenere un’onestà intellettuale di livello decente. Non ero io, insomma. La partita di ieri ha raccontato al mondo una cosa chiara come acqua di fonte: la guida tecnica non conosce ancora la squadra. E non conoscendola improvvisa. Il 4-4-2 varato contro il Como è una roba che avrebbero potuto pensare...
La vita, la Fiorentina e tutto quanto.