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Tra il dire e il fare

 


Ho voluto aspettare le prime esibizioni e la fine del mercato per tentare di avere un giudizio su questa nuova Fiorentina. Ho voluto tentare di comprendere. Beh, non ci sono riuscito. La verità è che non capisco né cosa Pioli sta cercando, né come il mercato abbia voluto disegnare una squadra coerente con i timidi messaggi di gioco palesati. Indubbiamente io ci metto del mio, le distrazioni sono aumentate rispetto al passato, almeno quanto sono calate certe mie capacità di comprensione. Però, pur mettendoci tutto l’impegno, non capisco bene alcune cose. Iniziando dal progetto tecnico, perché il 3-5-2? I suoi risultati migliori, Pioli, li ha avuti con il 4–2-3-1, con un’esasperazione del gioco sulle catene laterali, dovuto ovviamente alla presenza di due assaltatori di fascia come Theo e Leao, e un calcio all’insegna della verticalità. Il 3-5-2 è stato usato da Pioli, a mia memoria, solo a Bologna, con risultati alterni e concetti di gioco meno aggressivi di quelli che hanno portato l’allenatore parmense a vincere. Da quello che capisco anche dalle parole del mister, l’intento è sempre quello di essere più offensivi possibile, magari passando da un palleggio di qualità a centrocampo. E l’uso delle due punte, di un trequartista puro e di centrocampisti più portati ad offendere che a contenere, sono scelte che sembrano andare incontro a questo principio di gioco. Il problema in questo caso è nel modulo. O, meglio, nel modulo e nel modo in cui viene usato. Secondo me il 3-5-2 per diventare uno schieramento offensivo deve essere per prima cosa dinamico, ovvero poco incatenato dalla rigidità dei ruoli,  e per seconda cosa deve essere supportato da una pressione sull’avversario in grado di mantenere corta la squadra e la porzione di terreno in cui giocarsi la partita. La Fiorentina attuale, per me, non sembra avere queste armi nel suo arsenale. In questo 3-5-2 il vedo una Fiorentina con enormi problemi a centrocampo, incapace (anche per caratteristiche dei singoli) di andare uomo contro uomo nelle due fasi e di tenere stretti i reparti. Vedo un difensore di troppo, nel senso che nelle rotazioni c’è sempre un difensore esterno troppo indietro e fuori dalla costruzione. Vedo il vertice alto di centrocampo non funzionale nelle due fasi, perché le caratteristiche dei centrocampisti non possono prescindere dal possesso del pallone, cosa che rende il trequartista un mero appoggio con cui scambiare durante il palleggio. In questo momento il gioco della Fiorentina è tutto nella rapidità di Dodò e negli inserimenti di Gosens. Anche Kean ha perso pericolosità. E per me è successo perché lo si è voluto aiutare. Lo scorso anno Kean è diventato un giocatore perché ha dimostrato di saper tenere da solo il peso dell’attacco. Ha imparato da far salire la squadra, a pressare l’uscita avversaria. Giocando da solo. In coppia perde spazio, non ne acquista. Perde imprevedibilità per questo. Perde continuità. La trasformazione avvenuta lo scorso anno è stata enorme. Adesso gli si chiede un ulteriore step che potenzialmente potrebbe farlo regredire. Insomma, io vedo parecchie contraddizioni in questa Fiorentina. Contraddizioni che nascono anche da un mercato che ha portato gente certamente apprezzabile dal punto di vista tecnico ma che mi lascia abbastanza confuso se devo vederci una progettualità di fondo. Lo dico adesso, prendendomi le mie responsabilità: io non avrei fatto all in su un centravanti avendo un Kean che ricarica la sua energia giocando. Piccoli è un bel prospetto ma quello che è mancato lo scorso anno è stata la “fantasia”, il giocatore tecnico, creativo. Quello che avrebbe dovuto essere Gud ma che non è stato alla fine. E tra le sicurezze lasciate da Kean e i dubbi generati da Gud, io avrei cercato il back up di quest’ultimo. A centrocampo Sohm non so come funzioni, nel Parma faceva il trequartista di sostanza, tra quella posizione e il giocare davanti ai difensori ci passa parecchio. Caviglia va a riempire lo spazio dei centrali in mezzo a tante mezze ali, ma sinceramente non so se abbia le capacità e la personalità per tenere il reparto. La società sicuramente ha voluto dare un segnale, investendo oltre le sue abitazioni, ma il problema rimane sempre il come. Che spesso si aggiunge ad un altro interrogativo che è il perché. Ovviamente spero che tutto acquisisca un senso e che Pioli mi sbatta, presto, in faccia le sue capacità di costruttore tattico. Per ora sono alquanto perplesso.

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