E ha pure piovuto, Aigor. Una seratina da ricordare per la Fiorentina. Una partita in cui al Napoli è bastato presentarsi al Franchi per avere i tre punti. Intendiamoci, la Fiorentina non si è dimostrata inferiore. Perché per pesare il livello tra due contendenti, ne servono, appunto, due in campo. La Fiorentina non si è presentata. E il sospetto comincia ad essere che non si sia presentata perché, di fatto, alla metà di settembre la Fiorentina non esiste. Novanta minuti in cui il Napoli ha fatto il minimo sindacale, e quando col minimo sindacale domini, l’avversario non può esistere, dài. In questi mesi ho studiato bene le interviste di Pioli, l’ho visto sempre serio, apparentemente concentrato. Con una calma e un senso di sicurezza abbastanza contagioso. Il che mi faceva ben superare, nonostante certe incongruenze che vedevo nella squadra e nella sua creazione. Nonostante non ci fosse nessun segnale di vivacità nelle prime uscite e nonostante la squadra mi rimanesse oscura nella sua idea iniziale. Ieri sera ho avuto almeno la conferma che non mi si sta degradando il cervello. Almeno non a velocità preoccupante. La squadra non esiste. Non esiste per tutti i motivi possibili: concetti di gioco chiari, rosa ben amalgamata, ventaglio di possibilità. Niente di tutto questo è al momento disponibile al Viola Park. Il 3-5-2 attuale è un ibrido che unisce una difesa troppo fornita e un centrocampo incapace di portare pressione senza palla e di trainare il reparto difensivo palla al piede. Due punte troppo lontane che lottano contro troppi avversari. Un palleggio scolastico portato sempre sotto pressione a causa dì rotazioni non pervenute. Alzi la mano chi ha capito se questa squadra è fatta per contenere e ripartire o per fare la partita col pallone tra i piedi. Il mio sospetto è che sia un pasticcio dí entrambe le cose, un incidente stradale tattico perpetrato nel nome dell’”ordine “. È guardando le facce dei giocatori che si capisce qual’è il problema principale di questa squadra: non ci sta capendo un cazzo nessuno. Fagioli è più spaventato di un sorce in un nido di pitoni, Sohm corre solo palla al piede, Dzeko che ha scoperto di essere un trequartista dopo venticinque anni di pregiato lavoro da centravanti. Ma peggio di tutti stanno dietro. I nostri difensori non sanno veramente che cazzo fare. Non c’è una scalata che abbia senso, le distanze sono oceaniche e, soprattutto, sembra che si stia a uomo o a zona a seduco dell’umore del momento. E rigorosamente in maniera alternante tra i tre dietro. Insomma, non può essere questa la vera Fiorentina. Anche se osservando la composizione della rosa, la mancanza di certe alternative tattiche e tecniche, viene il sospetto che non sarà quella vera ma forse è quella disponibile. Pioli comunque continua ad ostentare la solita espressione serenamente severa e a parlare con sicurezza. Il problema però è che se mi dice che la differenza l’ha fatta il sapere sfruttare le occasioni da parte del Napoli, sono io che non sono sicuro. Tra me e Pioli c’è sempre uno scudetto di differenza a suo favore, me lo ricordo e spero che questa differenza mi porti a dover rimangiare certe brutte sensazioni che sento ma che non dico. Ma intanto bisogna giocare col Como la prossima. Una partita tremenda per un motivo semplice: loro sanno cosa vogliono fare e anche come provarci.
Per fortuna ho scelto di stare leggero per queste feste. In previsione dell’ormai sicura mangiata di merda offerta dalla Fiorentina, ho voluto tenere lo stomaco tranquillo. La partita col Parma cancella paginate dedicate alla svolta tattica di Vanoli, ai paragoni Parisi- Robben, ai 4-3-3 tutto pepe. La realtà è tornata in 4K e ha mostrato (ancora) le uniche certezze di questa squadra: 1) una rosa senza senso 2) un allenatore in palese difficoltà 3) una totale mancanza di coraggio diffusa tra società e comparto tecnico. In un campionato capace di dare chance a tutti, in cui non si segna, in cui non esiste una proposta di gioco reale. In un campionato, insomma, di merda, noi siamo talmente nulli da non riuscire a chiudere il girone con quelle tre , quattro vittorie che potrebbero bastare per non andare a fare i derby con la Carrarese. Arriva Paratici, ma che arriva a fare? Porta un allenatore capace di giocare per vincerle tutte e dieci giocatori nuovi? Perché altrimenti può restar...

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