Non è stato un botto. Non un boato che squarcia il pomeriggio. È tutto perfettamente prevedibile, tutto logicamente collegato. Il mercato e la scelta di Pioli si sono sposati perfettamente, ma non come cantavano i siti e i commentatori delle cose Viola alle porte del campionato. Ma come la logica suggeriva platealmente. Un mercato senza senso, in termini di logica tattica e di scelte tecniche che hanno consegnato una rosa cara quanto inadeguata ad un allenatore che non ha saputo riconoscere il culo, scambiandolo con la bravura. Errore fatto da parecchi, soprattutto da quelli che misurano le partite esclusivamente in termini di risultato. Fatto da quelli che hanno avallato la costruzione di una squadra piena di equivoci,‘contando sulle capacità taumaturgiche di un allenatore bravo per forza, perché ha vinto. Hanno sbagliato anche i tifosi, quelli che cantavano che per vincere bisogna spendere. La prova la stanno vedendo, per vincere bisogna soprattutto sapere cosa si fa. E sapere cosa si fa significa far la spesa pensando al pranzo e alla cena, non comprare a cazzo di cane. Significa non demandare una cinquantina di milioni ad un procuratore perché in passato ti ha fatto fare qualche bella figura. Significa non sopravvalutarsi. Questo inizio d’anno è un inno alla presunzione, un trionfo dell’incapacità. E non è finita. Perché Pradè e Pioli saranno sostituiti, sì, ma dalle stesse teste che li hanno valutati presi. E quindi mi aspetto il peggio, c’è poco da dire. Due nomi che faranno danni e che saranno chiamati a ripararli finendo per riproporli, in un loop di stupidità che non finisce ma, anzi, si auto alimenta. In tutto ciò ci ritroviamo una squadra che tra le tante mancanze ha soprattutto quella di quel paio di uomini col pelo sullo stomaco e il carisma per farsi seguire dai compagni in una direzione diversa da quella della confusione. Insomma, noi Ibra non ce lo abbiamo.
Per fortuna ho scelto di stare leggero per queste feste. In previsione dell’ormai sicura mangiata di merda offerta dalla Fiorentina, ho voluto tenere lo stomaco tranquillo. La partita col Parma cancella paginate dedicate alla svolta tattica di Vanoli, ai paragoni Parisi- Robben, ai 4-3-3 tutto pepe. La realtà è tornata in 4K e ha mostrato (ancora) le uniche certezze di questa squadra: 1) una rosa senza senso 2) un allenatore in palese difficoltà 3) una totale mancanza di coraggio diffusa tra società e comparto tecnico. In un campionato capace di dare chance a tutti, in cui non si segna, in cui non esiste una proposta di gioco reale. In un campionato, insomma, di merda, noi siamo talmente nulli da non riuscire a chiudere il girone con quelle tre , quattro vittorie che potrebbero bastare per non andare a fare i derby con la Carrarese. Arriva Paratici, ma che arriva a fare? Porta un allenatore capace di giocare per vincerle tutte e dieci giocatori nuovi? Perché altrimenti può restar...

Commenti
Posta un commento