Per fortuna ho scelto di stare leggero per queste feste. In previsione dell’ormai sicura mangiata di merda offerta dalla Fiorentina, ho voluto tenere lo stomaco tranquillo. La partita col Parma cancella paginate dedicate alla svolta tattica di Vanoli, ai paragoni Parisi- Robben, ai 4-3-3 tutto pepe. La realtà è tornata in 4K e ha mostrato (ancora) le uniche certezze di questa squadra: 1) una rosa senza senso 2) un allenatore in palese difficoltà 3) una totale mancanza di coraggio diffusa tra società e comparto tecnico. In un campionato capace di dare chance a tutti, in cui non si segna, in cui non esiste una proposta di gioco reale. In un campionato, insomma, di merda, noi siamo talmente nulli da non riuscire a chiudere il girone con quelle tre , quattro vittorie che potrebbero bastare per non andare a fare i derby con la Carrarese. Arriva Paratici, ma che arriva a fare? Porta un allenatore capace di giocare per vincerle tutte e dieci giocatori nuovi? Perché altrimenti può restare a Londra. Serve un gruppo di giocatori nuovo, fatto di gente fortemente legata al rendimento dei prossimi sei mesi. Serve un allenatore che basa le sue idee calcistiche sull’aggressività e sul coraggio. Serve una rivoluzione da fare in dieci giorni. Ogni altra scelta significa firmare per la retrocessione. Arrendersi. Non solo all’idea della serie B, ma ad ogni possibile idea di un futuro diverso da questo.
Dal vostro inviato in Garfagnana. Sono molto incuriosito da questo inizio di mercato Viola. Non sono mai stato un amante di Pioli, si sa, durante la sua prima esperienza da allenatore della Fioritura l’ho criticato spessissimo. Anzi, per me è stato una vera e propria zavorra per la squadra. Il motivo, per chi si vuole ricordare o per quelli a cui non fregava giustamente un cazzo delle mie impressioni, è che in quegli anni in viola ha dimostrato una mancanza di coraggio per me nociva. Parlo di principi di gioco, di atteggiamento di squadra, di intenzioni sul come affrontare le partite. Cose che cozzavano con le formazioni che mandava in campo, sulla carta anche parecchio offensive. La Fiorentina di Pioli era una squadra che avrebbe voluto ma che poi alla fine aveva troppo timore di fare. Poi, però, sul bordo del suo ennesimo esonero (al Milan), qualcosa è cambiata nel suo modo di vedere la propria squadra in campo. Il Milan ha trovato equilibrio tra formazione e principi di gioco ...

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