Il tramonto di un pomeriggio fiammingo. È questa l’ambientazione scelta dalla Fiorentina per dipingere il suo più riuscito autoritratto. Un’opera fatta in parte di dramma, ma soprattutto di follia. Quella follia che ti fa credere di poter essere chiunque e di poter raggiungere qualsiasi risultato. La follia di un allenatore pazzo che ha infettato una squadra intera ,convincendola a credere di essere fatta per vincere. A Bruges , o Brugge fate voi, la Fiorentina di Italiano ha toccato in una partita i suoi massimi livelli. Ha mostrato i suoi limiti - dei quali è più consapevole di tutti noi, intendiamoci - e la sua voglia feroce di superarli. Sempre fedele a sé stessa, ha manifestato il senso più logico del suo essere illogicamente nata per provare a vincere contro chiunque. Il Brigge non è scarso, anzi, è una squadra filosoficamente opposta alla Fiorentina, che gioca in maniera solida e aggressiva e che tiene conto dei suoi limiti. Ma è proprio questa lucidità, questo saper analizzare l’andamento della partita che ha portato la squadra belga, una volta ripreso in mano le sorti della sfida, a riconoscere che contro quella squadra folle poteva non finire bene. Il Brugge ha capito che i matti in viola non erano arginabili e si è difeso con la speranza, forse quasi le certezza, dell’ennesimo harakiri di Italiano e dei suoi ragazzi. Ma ieri c’era troppo viola nel cielo sopra Bruges. Il gol del vantaggio è risultato inutile come una birra dei frati trappisti in una sera di quelle in cui vuoi dimenticarti pure il numero civico di casa, la Fiorentina ieri era semplicemente invasata. Come quei guerrieri berserkr che non sentono colpi e ferite, i ragazzi in viola non si sono fatti piegare nemmeno da tre pali colpiti. La squadra folle di un allenatore pazzo a Bruges ha fatto la storia. Per fortuna è anche la mia.
Per fortuna ho scelto di stare leggero per queste feste. In previsione dell’ormai sicura mangiata di merda offerta dalla Fiorentina, ho voluto tenere lo stomaco tranquillo. La partita col Parma cancella paginate dedicate alla svolta tattica di Vanoli, ai paragoni Parisi- Robben, ai 4-3-3 tutto pepe. La realtà è tornata in 4K e ha mostrato (ancora) le uniche certezze di questa squadra: 1) una rosa senza senso 2) un allenatore in palese difficoltà 3) una totale mancanza di coraggio diffusa tra società e comparto tecnico. In un campionato capace di dare chance a tutti, in cui non si segna, in cui non esiste una proposta di gioco reale. In un campionato, insomma, di merda, noi siamo talmente nulli da non riuscire a chiudere il girone con quelle tre , quattro vittorie che potrebbero bastare per non andare a fare i derby con la Carrarese. Arriva Paratici, ma che arriva a fare? Porta un allenatore capace di giocare per vincerle tutte e dieci giocatori nuovi? Perché altrimenti può restar...

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