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I tre giorni del condor

 


Sarebbero quattro, in teoria, ma io c’ho come la strana impressione che potrebbero essere anche due mesi. È tutto molto strano, per non dire frustrante, in questo mercato. Da giugno (o forse anche da prima, chissà) si sapeva che il reparto più sguarnito sarebbe stato il centrocampo e alla fine del mercato le cose non sono cambiate poi tanto. Hai voluto rinunciare a tre giocatori in scadenza e a due prestiti non riscattati. Lo hai voluto fare da subito dopo la fine del campionato. Anche il tifoso più pessimista avrebbe pensato che tu, società, avevi delle intenzioni precise sul reparto, se non una rosa di possibili obiettivi, almeno un’idea sulle caratteristiche da cercare. E invece a 27 di agosto di un’estate particolarmente molesta, lo stato attuale racconta di un reparto assemblato con lo scotch, tanto a livello numerico quanto a quello tecnico. Arriva Adli, un ex giovane trequartista che il Milan ha preso per fare una cosa e che poi ha provato a riutilizzare in un altra. Qualche partita da titolare a Milano, qualche buona cosa  intravista in mezzo a tanta certezza che il ragazzo sta provando ad interpretare il ruolo, ma che ancora non lo padroneggi. È quello che serviva in un centrocampo di una squadra alla disperata ricerca di certezze? Io sono più per il no. Certo la speranza di essere smentito è grande. Almeno quanto quella che in extremis arrivi un profilo importante su cui si è lavorato al buio per tutta l’estate. Ma sono simili anche i miei timori su queste due eventualità. In attesa di una rivelazione decisiva dell’ultimo minuto, la mia sensazione è che si navighi un po’ a membro di segugio nelle maglie del mercato e avendo avuto prova in passato della sanità mentale di chi occupa certe posizioni in Fiorentina, il cervello mi si vuole impegnare nella ricerca di motivazioni alternative. L’auto finanziamento non mi convince, nel senso che ormai di esempi di rinforzamento a costo zero ce ne sono in giro troppi per non tentare di copiarli. Per me la Fiorentina è in vendita, ma non da adesso, dalla morte di Barone o da chissà quando. Per me la Fiorentina è in vendita da business plan iniziale, dal suo acquisto. E per questo deve avere libri contabili appetibili. Ma quello che la rende una bizzarria fatta società di calcio è quella dose di schizofrenia operativa, quella certa umoralità gestionale che fa fare a questa realtà cose che poi regolarmente cerca di distruggere in corso d’opera. Il caso Gonzalez è alquanto esplicativo in questo senso. Che linea ha la Fiorentina? Io credo che a questa domanda non possa rispondere con sicurezza nessuno. È una sismicità che sinceramente non serve a nessuno. Nemmeno al venditore.

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