C’è una notizia nel calcio italiano:una banda di pirati scorrazza in giro per la serie A. Niente ossa o teschi sui vessilli, solo un giglio rosso in mezzo al viola. Una banda di reietti, di bollati, di non desiderati che decide di saccheggiare il campionato, cannoneggiando o sfidando all’arma bianca chiunque gli si pari davanti. Il tutto con la serenità e la forza delle cose semplici. Perché le cose semplici, quando sono impregnate di furore e fiducia, sono le armi più letali. La Fiorentina è una squadra basica, tatticamente ridotta all’osso ma con la grande capacità di saper leggere la mappa scritta dai momenti sul campo. La Fiorentina sa passare in pochi secondi da situazioni di pressione subita ad aggressione della porta avversaria. E riconosce quando l’avversario sanguina, cercando di finirlo ma solo in una condizione di sicurezza. La Fiorentina è una squdra cattiva ma in un senso diverso da quello con cui manifestano crudeltà squadre tipo l’Atalanta. Non cerca di annichilire l’avversario over performando sotto il punto di vista del dominio di gioco ma sfrutta le decisioni del nemico per colpirlo nei punti scoperti. Para e affonda, come se fosse un duello sull’asse sospesa di un galeone. Momenti di incessanti colpi d’archibugio alternati a blitz dalla retroguardia. E in mezzo a una questa ciurma di esaltati bucanieri un corsaro nero pronto a far la guerra a tutto ciò che si muove : Kean. Non so quanto durerà questa nuova età dell’oro della pirateria, però una cosa la so: adesso quaneo si avvista quel vessillo arrivare, si prova paura.
Per fortuna ho scelto di stare leggero per queste feste. In previsione dell’ormai sicura mangiata di merda offerta dalla Fiorentina, ho voluto tenere lo stomaco tranquillo. La partita col Parma cancella paginate dedicate alla svolta tattica di Vanoli, ai paragoni Parisi- Robben, ai 4-3-3 tutto pepe. La realtà è tornata in 4K e ha mostrato (ancora) le uniche certezze di questa squadra: 1) una rosa senza senso 2) un allenatore in palese difficoltà 3) una totale mancanza di coraggio diffusa tra società e comparto tecnico. In un campionato capace di dare chance a tutti, in cui non si segna, in cui non esiste una proposta di gioco reale. In un campionato, insomma, di merda, noi siamo talmente nulli da non riuscire a chiudere il girone con quelle tre , quattro vittorie che potrebbero bastare per non andare a fare i derby con la Carrarese. Arriva Paratici, ma che arriva a fare? Porta un allenatore capace di giocare per vincerle tutte e dieci giocatori nuovi? Perché altrimenti può restar...

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