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La trilogia della Ri - Fondazione

 

   



Rifondazione. Quante volte abbiamo letto questa parola o tutti i suoi sinonimi accostati alla Fiorentina? C’è sempre da ricostruire, da rifare, da ripensare. Ecco, per rappresentare al meglio la squadra, forse il Franchi dovrebbe rimanere così. Un cantiere. E noi, poveri coglioni col viola piantato nelle sinapsi ridotti ad essere umarel con le mani dietro la schiena, nei secoli dei secoli. Rifondiamo? E rifondiamo, crepi l’avarizia, abbondandis in abbondandum. Ma come ? Con quali criteri e, soprattutto, con quali aspirazioni? Quello che non bisogna dimenticare, per non toccare nuove vette di grottesco, è che questa annata variegata allo sterco era l’all in di questa proprietà. Il massimo sforzo per il massimo risultato. Uno sforzo pensato e attuato da menti da rottamare, unite in una delle più eclatanti allucinazioni collettive della storia. Certo, adesso quelle menti in pappa non ci sono più, adesso c’è IL dirigente. Ma siamo proprio sicuri che questo alone di competenza con cui Paratici viene descritto ad ogni pié sospinto non sia parente alle valutazioni a cazzo ritto del passato ore campionato? In fondo le bocche  e le capocce sono le stesse. Se la serie B sarà stata solo uno spavento - lo scrivo spremendomi le gonadi - questa famigerata a agognata rifondazione dovrà fare i conti con un trentino di milioncini da lasciare sul bancone per due grandi protagonisti come  Fabbian e Brescianini e una circonvenzione d’incapace come Rugani. Riprendere i soldi di Piccoli e Sohm sarà semplice come per Trump rendere l’america grande aghein. Capire chi caccia cosa e quanto nei tempi utili per fare una squadra di calcio potrebbe essere roba derubricabile come miracolo. Paratici ha questo potere? Paratici ha mai avuto questi cazzi? Non lo so. Però so che Sarri dopo la Lazio potrebbe essere finalmente pronto per la Fiorentina. Perché il sadomasochismo come tutti i piaceri va assaporato per gradi.

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Oh Oh Oh

  Per fortuna ho scelto di stare leggero per queste feste. In previsione dell’ormai sicura mangiata di merda offerta dalla Fiorentina, ho voluto tenere lo stomaco tranquillo. La partita col Parma cancella paginate dedicate alla svolta tattica di Vanoli, ai paragoni Parisi- Robben, ai 4-3-3 tutto pepe. La realtà è tornata in 4K e ha mostrato (ancora) le uniche certezze di questa squadra: 1) una rosa senza senso 2) un allenatore in palese difficoltà 3) una totale mancanza di coraggio diffusa tra società e comparto tecnico. In un campionato capace di dare chance a tutti, in cui non si segna, in cui non esiste una proposta di gioco reale. In un campionato, insomma, di merda, noi siamo talmente nulli da non riuscire a chiudere il girone con quelle tre , quattro vittorie che potrebbero bastare per non andare a fare i derby con la Carrarese. Arriva Paratici, ma che arriva a fare? Porta un allenatore capace di giocare per vincerle tutte e dieci giocatori nuovi? Perché altrimenti può restar...

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  Dal vostro inviato in Garfagnana. Sono molto incuriosito da questo inizio di mercato Viola. Non sono mai stato un amante di Pioli, si sa, durante la sua prima esperienza da allenatore della Fioritura l’ho criticato spessissimo. Anzi, per me è stato una vera e propria zavorra per la squadra. Il motivo, per chi si vuole ricordare o per quelli a cui non fregava giustamente un cazzo delle mie impressioni, è che in quegli anni in viola ha dimostrato una mancanza di coraggio per me nociva. Parlo di principi di gioco, di atteggiamento di squadra, di intenzioni sul come affrontare le partite. Cose che cozzavano con le formazioni che mandava in campo, sulla carta anche parecchio offensive. La Fiorentina di Pioli era una squadra che avrebbe voluto ma che poi alla fine aveva troppo timore di fare. Poi, però, sul bordo del suo ennesimo esonero (al Milan), qualcosa è cambiata nel suo modo di vedere la propria squadra in campo. Il Milan ha trovato equilibrio tra formazione e principi di gioco ...

Sono tombini, non tappi di champagne

  Non è stato un botto. Non un boato che squarcia il pomeriggio. È tutto perfettamente prevedibile, tutto logicamente collegato. Il mercato e la scelta di Pioli si sono sposati perfettamente, ma non come cantavano i siti e i commentatori delle cose Viola alle porte del campionato. Ma come la logica suggeriva platealmente. Un mercato senza senso, in termini di logica tattica e di scelte tecniche che hanno consegnato una rosa cara quanto inadeguata ad un allenatore che non ha saputo riconoscere il culo, scambiandolo con la bravura. Errore fatto da parecchi, soprattutto da quelli che misurano le partite esclusivamente in termini di risultato. Fatto da quelli che hanno avallato la costruzione di una squadra piena di equivoci,‘contando sulle capacità taumaturgiche di un allenatore bravo per forza, perché ha vinto. Hanno sbagliato anche i tifosi, quelli che cantavano che per vincere bisogna spendere. La prova la stanno vedendo, per vincere bisogna soprattutto sapere cosa si fa. E sapere ...