Non avevo una gran voglia di scrivere ma la noia, un’ottima grappa di Amarone e la conferenza stampa di Raffaele Nuostr’ mi hanno fatto venire un minimo di stimolo. La noia è stata fondamentale perché mi ha portato a guardare la conferenza stampa, una cosa che di solito evito come le zucchine e le bietole. Ebbene, Raffaele mi ha portato indietro di dodici anni con quel suo entusiasmo mixed paraculismo e quell’accento, con quella freschezza e quella spavalderia. Insomma, oggi ho visto Montella. E senza aver ancora aperto la bottiglia di Berta, giuro. Una somiglianza che, a prescindere dall’opinione definitiva che, dodici anni dopo, ognuno può avere di Cenzino, per me è un ottimo segnale. Perché quel Montella aveva ER FOCO dentro, la voglia e l’autostima necessarie per trasformare una realtà calcistica, qualunque essa sia. E Fefè, come quel Montella, mi è sembrato in quella fase di carriera fatta di priapismo e gioiosa autostima. Mi è piaciuto Fefè, pure nei momenti di sfrenato leccaculismo verso una piazza che lui già sa pronta a chiederne la lapidazione dopo un paio di eventuali sconfitte. Il ragazzo è sveglio, è chiaro. E io credo che lo sia anche tatticamente. Lo definiscono come un figlio di Gasperini ma il suo Monza ha dimostrato di soffrire meno dell’Atalanta gli switch di modulo. O, meglio, il Monza ha avuto bisogno di meno tempo per passare da una collaudata difesa a tre a quella a quattro. È sveglio Fefè. E io credo che lui abbia scelto la Fiorentina anche per quello che avrebbe trovato. Ovvero una squadra già impostata per determinati principi di gioco. Principi di gioco che sono mezzo lavoro per un allenatore nell’anno domini 2024. Vuole partire a tre e io credo che sia una soluzione ideale per le caratteristiche del reparto che subirà meno cambi. Anche Iachini faceva giocare a tre, è vero, ma in questo caso la differenza la farà l’atteggiamento della squadra, i famosi principi di gioco messi in pratica. Certo, c’è da costruire, a partire dal perno offensivo. A questo proposito io faccio uno spoiler: Schick. Ne potrei fare un altro, ma bisogna vedere come cambia il tempo nelle fiandre.
Non c’è di che.

Commenti
Posta un commento