Le immagini del malore di Bove hanno aperto un lucchetto che si teneva a stento. La forza emotiva di quella situazione è stato il granello capace di innescare una frana già pronta da tempo. E tutto è venuto giù. Una vecchia nemica ha deciso che gli avvertimenti erano finiti e che era ora di tornare a mordere. Ma stavolta trova pelle più dura e sangue già vaccinato. La guerra ricomincia ma stavolta conosciamo entrambi i punti deboli dell’altro e io ho più motivazioni per vincere. Che questo accada in uno dei (rari) momenti di gioia della Fiorentina per certi versi non mi stupisce. Tifare Viola in fondo significa anche non potersi godere appieno la felicità e io sto solo interpretando alla lettera il manuale. Ho imparato che il primo dei modi per domare la bestia è semplicemente continuare a vivere. E io lo sto facendo. Anzi, lo faccio alzando di molto la posta. Il 2 gennaio parto per il Senegal, per un viaggio alla ricerca di metà delle sue radici per mio figlio e dell’essenza dell’essere padre per me. Un viaggio che non potrei permettermi per molti motivi, bestia inclusa, ma che non posso permettermi neanche di non fare. Per un periodo, mi perdonerete, ma userò questo spazio come se fosse il mio. Un diario del nostro viaggio africano e del mio viaggio in solitario in mezzo alle onde della serotonina. Un periodo in cui sono sicuro che la nostra Viola regalerà grandi momenti dei quali gioirò più avanti. A battaglia vinta.
Per fortuna ho scelto di stare leggero per queste feste. In previsione dell’ormai sicura mangiata di merda offerta dalla Fiorentina, ho voluto tenere lo stomaco tranquillo. La partita col Parma cancella paginate dedicate alla svolta tattica di Vanoli, ai paragoni Parisi- Robben, ai 4-3-3 tutto pepe. La realtà è tornata in 4K e ha mostrato (ancora) le uniche certezze di questa squadra: 1) una rosa senza senso 2) un allenatore in palese difficoltà 3) una totale mancanza di coraggio diffusa tra società e comparto tecnico. In un campionato capace di dare chance a tutti, in cui non si segna, in cui non esiste una proposta di gioco reale. In un campionato, insomma, di merda, noi siamo talmente nulli da non riuscire a chiudere il girone con quelle tre , quattro vittorie che potrebbero bastare per non andare a fare i derby con la Carrarese. Arriva Paratici, ma che arriva a fare? Porta un allenatore capace di giocare per vincerle tutte e dieci giocatori nuovi? Perché altrimenti può restar...

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